ORTODONZIA

Mettere “l’apparecchio” oggi può essere molto più confortevole, pratico e piacevole rispetto al passato. Tra l’approccio tradizionale e quello “invisibile”, inisalign® l’ortodontista  proporrà la tecnica più idonea per ogni caso.

APPARECCHIO ORTODONTICOTRADIZIONALE

APPARECCHIO CON PLACHETTE METALLICHE

APPARECCHIO INVISALIGN

APPARECCHIO INVISALIGN

APPARECCHIO INVISALIGN

APPARECCHIO ORTODONTICO INVISALIGN

Il trattamento tradizionale prevede l’applicazione sui denti delle classiche plachette di metallo, visibili. Quello cosidetto trattamento “invisibile”, lo è davvero a una distanza normale di conversazione tra due perrsone, prevede l’uso degli allineatori cioè di mascherine trasparenti che si indossano in sequenza, cambiandole ogni una o due settimane fino al raggiungimento del risultato già pianificato in precedenza dal dentista e svillupato attraverso la tecnologia CAD-CAM.

INVISALIGN PRIMA

TRATTAMENTO CON INVISALIGN: SVILUPPO VIRTUALE DEL CASO, DETTO CLIN CHECK

ORTODONZIA CON INVISALIGN

IL CASO TERMINATO, DOPO APPLICAZIONE DI MASCHERINE TRASPARENTI PER SEI MESI

Indipendentemente dalla tecnica usata, lo scopo dell’Ortodonzia è quello di allineare i denti e ottenere un buon rapporto tra le arcate dentali, il più vicino possibile all’ideale per ogni singolo caso, in modo da garantire all’apparato dentale una buona funzionalità, maggior durata nel tempo e non ultimo, una migliore estetica.

Che cosa è l’Ortodonzia?

L’Ortodonzia o meglio l’Ortognatodonzia, è la disciplina che studia anche le anomalie di posizione dei denti nelle arcate e le disgnazie, ovvero le anomalie delle ossa mascellari. La cura Ortodontica ha come finalità primaria quella di individuare precocemente queste anomalie, le loro cause e trattarle.

Il trattamento Ortodontico nei bambini e negli adolescenti

La cura di tipo Orrodontico nel bambino, consiste in prima istanza nel controllare l’azione dei vari fattori in gioco durante la crescita e creare le premesse per indirizzare questi nell’ambito delle norme  biologiche, ai fini di uno sviluppo armonico dellle ossa mascellari e delle arcate dentarie.

Per stabilire quale sarà l’aproccio e il tipo di trattamento per ogni singolo caso, è necessario fare prima uno studio del caso e una diagnosi, la quale è determinante ai fini della decisione di trattamento. La formulazione del giudizio diagnostico deve essere fatta non come semplice inquadramento di una situazione statica ma come un status clinico da contestualizzare nel processo della naturale crescita del bambino o dell’adolescente, i quali più frequentemente neccessitano di cure ortodontiche.

L’Ortodonzia nell’adulto

Le fasce di età durante le quali è meglio fare un trattamento ortodontico sono, in genere,quella scolare e dell’adolescenza, cioé quando il soggetto è in fase di crescita; tuttavia, sempre più frequentemente anche l’adulto richiede l’intervento dell’ortodontista, con esigenze di tipo diverso. La ragione più frequente è il desiderio di migliorare l’aspetto del sorriso e l’estetica del viso attraverso un alineamento dei denti frontali.

Altre motivazioni posono essere l’esigenza di modificare il rapporto tra le arcate dentali, in modo da creare o migliorare le condizioni necessarie per eseguire lavori di protesi corretti, con migliori presupposti di un buon funzionamento e di conseguenza maggior durata nel tempo.

Nel trattamento ortodontico dell’adulto le esigenze, le necessità cliniche, gli obbiettivi come anche le strategie sono soggettive e sostanzialmente differenti da caso a caso, per cui l’aproccio è sempre di tipo interdisciplinare tra l’ortodonzia, la protesica e talvota la chirurgia.

Per approfondire

Le caratteristiche facciali e dento-mascellari di un individuo sono espressione di un’interazione tra diversi ordini di fattori: genetici, familiari ed ambientali. Questi fattori o meglio le combinazioni tra loro, influiscono sullo sviluppo e la crescita del complesso dento-maxillo-facciale, favorendo l’instaurarsi di anomalie sia morfologiche che funzionali, tra cui le malocclusioni.

Nel bambino, tra i fattori ambientali maggiormente implicati nel determinare le malocclusioni, si possono elencare alcune alterazioni funzionali e le abitudini orali, quali:

  • l’interposizione prolungata delle lingua o di oggetti tra i denti
  • la suzione prolungata del dito, della lingua o del ciuccio
  • le alterazioni posturali
  • la respirazione orale.

Queste abitudini orali in quanto provocano alterazioni tra muscolatura intraorale ed extraorale, possono portare a cambiamenti morfo-funzionali a livello dentale o scheletrico, interferendo con il normale sviluppo dell’intero sistema stomatognatico.

Altri fattori eziopatogenetici locali sono quelli dentali:

  • La perdita precoce di alcuni denti da latte (in genere incisivi superiori)
  • la carie destruente o le estrazioni precoci dei denti decidui (in genere primi o secondi molari) in assenza di un opportuno mantenimento dello spazio.

In generale, bisogna evitare le perdite precoci dei denti da latte, oppure se questo non è possibile, intervenire con vari mezzi per limitare l’inevitabile riduzione degli spazi necessari per l’arrivo dei denti permanenti. Senza un’adeguata valutazione degli effetti a medio e/o a lungo termine, di ogni cambiamento o intervento nella bocca del bambino, si corre il rischio di una riduzione delle dimensioni delle arcate e discrepanze tra loro durante la crescita. Inoltre gli spostamenti di alcuni denti lungo le arcate, in seguito a estrazioni precoci di denti, provoca difficoltà, mancata o parziale eruzione dei permanenti, con possibile quadro di malocclusione e altre anomalie funzionali.

Le malocclusioni dal punto di vista clinico, si distinguono in forme scheletriche, dento-alveolari e funzionali; nella maggior parte dei casi, tuttavia, la malocclusione è espressione di una combinazione di queste forme.

ARGOMENTI CORRELATI

Diagnosi
Trattamento