GNATOLOGIA

La gnatologia è la branca dell’Odontostomatologia che studia i rapporti  tra le arcate dentarie mascellare e mandibolare, comprese le articolazioni temporo-mandibolari, il sistema neuromuscolare deputato ai loro movimenti e la lingua.

Quando l’interazione tra tutte queste strutture durante le varie funzioni non avviene regolarmente secondo certi schemi fisiologici, la persona averte disagio, una sensazione sgradevole che qualcosa non è a posto nelle sua bocca. Se queste disfunzioni non vengono individuate e corrette, possono portare allo sviluppo di disturbi maggiori o cronici, che si manifestano con varie modalità e frequenza secondo gli individui. Tra questi si possono elencare alterazioni anche nelle altre funzioni del sistema, fino a tensioni muscolari persistenti, dolori di varia entità nel distretto cranio-mandibolare, talvolta rumori articolari avvertiti nella zona pre-auricolare o blocchi dei movimenti mandibolari.

Altra cosa importante da tenere a mente è che questo tipo di disturbi, anche se nella maggior parte dei casi tollerabili o compatibili con la conduzione di una vita normale, talvolta portano a sensazioni di malessere e disagi generali, con ripercussioni più o meno evidenti sulla sfera psicologica e comportamentale della persona, simili a quelli dei pazienti con dolori cronici di altri distretti corporei.

Il meccanismo: Si può dire semplificando che, quando i contatti tra le arcate dentarie sono regolari, i recettori della pressione presenti all’interno delle varie strutture trasmettono segnali positivi al nostro sistema nervoso centrale e il risultato è la sensazione che tutto funzioni bene, di benessere. Se invece esistono dei contatti non regolari, il sistema è costretto a mettere in atto in modo riflesso e automatico dei meccanismi di compensazione, adottando nuove posizioni più scomode. La sensazione è che qualcosa non funziona bene e di disagio più o meno intenso. Se non si interviene a correggere queste situazioni, tali anomalie possono peggiorare oppure diventare abituali, portando diverse conseguenze per le strutture interessate: i denti possono usurarsi in modo anomalo, presentare mobilità o spostamenti, i tessuti di supporto dei denti verranno influenzati con perdita di attacco e di livello osseo e, in casi gravi, possono instaurarsi dei cambiamenti anatomici irreversibili all’articolazione temporo-mandibolare .

I quadri clinici che si presentano con maggiore frequenza sono:

  • il dolore orofacciale
  • i disordini delle Articolazioni Temporo-Mandibolari
  • le parafunzioni durante la veglia  o il sonno, il bruxismo
  • le apnee ostruttive durante il sonno e il russamento.

Dolore oro-facciale

Il dolore oro-facciale può essere causato:

  • dai denti e le loro strutture di supporto
  • da varie condizioni delle strutture della bocca o anche a distanza
  • di origine muscolo scheletrica
  • dall’articolazione temporo-mandibolare
  • di tipo neurologico
  • di tipo vascolare

Il dolore nella regione orale e facciale ha un impatto molto significativo a livello psicologico e sociale con un incidenza nella popolazione generale, secondo tutti gli studi recenti, intorno al 18-26% ; il 7-11% di questi  presenta una sintomatologia dolorosa con andamento cronico.

Viste le molteplici cause di dolore del distretto cranio-facciale e del collo e le difficoltà di stabilire con assoluta certezza una causa precisa, è necessario prima di fare una qualsiasi terapia procedere con una analisi approfondita e sistematica per individuare le cause. Un aproccio di questo tipo prevede una visita accurata da parte del Medico esperto, il quale dovrà valutare attentamente i segni e i sintomi, farà un  Esame Obiettivo e richiederà o eseguirà gli esami radiografici apropriati. Una volta inquadrato il problema e le sue cause, si potrà procedere a una terapia. Questo approccio è particolarmente utile e raccomandabile se si propongono o ci si accinge a fare dei trattamenti come limare o incapsulare dei denti o fare delle riabilitazioni protesiche estese della bocca.

 

Disordini dell’articolazione temporomandibolare (ATM)

 

L’articolazione temporo mandibolare (ATM) è un articolazione complessa localizzata nel distretto cranio-facciale anteriormente all’orecchio ed è quella che permette alla bocca di aprirsi e alla mandibola di compiere una serie di movimenti durante varie funzioni come parlare, deglutire, masticare, serrare i denti, ecc.

Quando i contatti tra i denti non avvengono regolarmente ed entro certi schemi ritenuti fisiologici durante le varie funzioni della bocca o in caso di patologie primarie, più rare , possono comparire dei disturbi chiamati disordini dell’articolazione temporomandibolare. Questi costituiscono un insieme di condizioni dolorose di natura infiammatoria o degenerativa associate a disfunzioni che interessano le articolazioni stesse e le strutture ad esse collegate, come la muscolatura masticatoria e quella del distretto facciale e cervicale.

I segni e sintomi più importanti dei disordini dell’ATM consistono nella comparsa di dolore nell’area anteriore all’orecchio o nell’area temporale, spesso accentuato durante la massima apertura della bocca, per esempio in caso dello sbadiglio e rumori articolari durante la masticazione legati alla dislocazione del menisco articolare. In seguito, se non si attua una diagnosi ed un adeguato trattamento, possono comparire dolori mio-fasciali e in situazioni croniche avanzate anche l’artrosi delle articolazioni interessate. In alcuni casi, la comparsa dei sintomi è acuta, con disturbi moderati che spesso evolvono positivamente in modo spontaneo o dopo terapia antiinfiammatoria. In altri casi si sviluppa una condizione cronica, con dolore persistente e sintomi fisici più estesi all’area cranio-facciale e cervicale.

Terapia: Nella maggior parte dei casi per i disordini temporo-mandibolari, meglio avere un approccio conservativo, reversibile e non-invasivo.  In particolare bisogna rassicurare e  informare il paziente che non si tratta di cosa grave. Le raccomandazioni sono una riduzione delle richieste funzionali, fare fisioterapia, usare talvolta farmaci antinfiammatori e/o  miorilassanti per brevi periodi. Di grande aiuto è l’applicazione di dispositivi detti placche occlusali o bite.

Che cosa è il bite o placca occlusale?

E’ un dispositivo mobile che si adatta sull’arcata dentale, superiore o inferiore, costruito secondo schemi prestabiliti, con i contatti tra i denti calcolati in base alle le diverse situazioni  da trattare. E’ costruito in materiale acrilico trasparente, di solito ben tollerato e si usa di notte per periodi di tempo variabili, da poche settimane a qualche mese, secondo i casi.

Esistono diversi tipi di bite o plache occlusali: di rilassamento, di stabilizzazione, di decompressione, di riposizionamento ecc. costruti in modo da raggiungere un determinato obbiettivo. La forma e il disegno di ogni placca occlusale va decisa di volta in volta in base al caso da trattare e secondo schemi terapeutici differenti. Perciò è necessario e sempre consigliabile,  ricorrere  alla costruzione di placche personalizzate, opportunamente adattate in bocca dal Medico e controllate nel tempo. Infatti l’azione del bite e la risposta alla terapia con esso richiede tempo, da qualche settimana a diversi mesi, con controlli e aggiustamenti ripetuti.

Il bite, se costruito correttamente, porta spesso alla scomparsa dei sintomi, contribuisce a far sentire veramente meglio il paziente nella fase acuta e spesso a ridurre notevolmente e controllare i disturbi cronici per periodi anche lunghi.

 

Parafunzioni

Si definiscono cosi le  funzioni movimenti e posizioni anomale non fisiologiche della mandibola. Sono disturbi abbastanza frequenti nella popolazione generale. Il loro riconoscimento richiede un’appropriata  indagine clinica, soprattutto anamnestica basata sulla storia clinica della persona. La diagnosi è molto importante ai fini della gestione di questo tipo di disturbi, sia per alleviare eventuali  dolori sia per evitare complicazioni nei casi in cui è necessario applicare una protesi dentale, specialmente con uso di impianti,  in pazienti con parodontite o in occasione di trattamenti ortodontici.

Bruxismo

Comunemente chiamato digrignamento dei denti. Il bruxismo notturno è un disturbo del movimento legato al sonno e caratterizzato dal fatto di non compromettere il sonno stesso (classificazione dell’International Classification of Sleep Disorders ). Compito dell’Odontoiatra è quello di prevenire il danno dentale causato da questo disturbo e ridurre il disagio per il paziente e i familiari conviventi, applicando anche delle placche occlusali o bite. L’utilizzo di placche occlusali non elimina il bruxismo ma aiuta a  limitare i danni ai denti e ai tessuti e porta maggior benessere al paziente.

 

La Gnatologia nella pratica Odontoiatrica quotidiana

I concetti e principi della Nuova Gnatologia ci suggeriscono di considerare la gnatologia come una disciplina trasversale a ogni settore di cui si occupa l’Odontaiatra e non come una branca a se stante. Questo perchè la bocca con le sue varie componenti rappresenta un’unità strutturale multifunzionale che riveste un ruolo centrale per il benessere della persona.

L’organo masticatorio ha come compito funzionale la masticazione, strettamente legata alla nostra sopravvivenza, ma allo stesso tempo è fondamentale per il linguaggio, la respirazione, la deglutizione, la postura, l’estetica, il controllo dello stress (bruxismo, serramento. Questo organo molto complesso è formato dalle seguenti strutture: Il Sistema Neuro-Muscolare, l’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM) e l’Occlusione, cioè il rapporto dinamico tra le arcate dentarie.

Se si tengono presenti questi concetti è evidente che nella pratica odontoiatrica quotidiana quando apportiamo delle modifiche alle strutture e alla  forma dei denti, dalle più piccole come un semplice otturazione, alle più complesse come la costruzione di protesi dentarie, dobbiamo porre grande attenzione all’Occlusione.

Il rapporto fisiologico tra le arcate sia durante il riposo che durante le varie funzioni avviene secondo uno schema ben preciso ed è fortemente condizionato dai contatti dei denti superiori e inferiori tra loro. I contatti fisiologici tra i denti nella posizione di massima intercuspidazione, cioè il massimo dei contatti tra i denti delle due arcate, devono essere sempre uniformi e simultanei nei due lati, allo scopo di dare alla mandibola la massima stabilità, attraverso il maggior numero possibile di contatti.

Ogni tipo di intervento del Dentista in bocca può modificare l’occlusione; che si tratti di una piccola otturazione, di una ricostruzione più estesa, dell’estrazione di uno o più denti, l’applicazione di una protesi o di un trattamento ortodontico . E’ quindi essenziale, durante  ogni tipo di intervento restaurativo, controllare i contatti tra le arcate dei denti e monitorare i loro cambiamenti nel tempo sia a breve che a lungo termine.

La continua verifica e le eventuali correzioni dell’occlusione costituisce parte importante ed integrante di qualsiasi trattamento durante la pratica quotidiana del dentista.

E’ importante quindi sottoporsi a una visita di controllo dal dentista ogni volta che si avverte un cambiamento di posizione dei denti e dei rapporti tra le arcate, in modo che lui possa rilevare precocemente eventuali anomalie e prevenire ulteriori problemi.

La Salute Orale Generale e il funzionamento dell’apparato della bocca ha molta più importanza della condizione dei singoli denti e potrebbe essere alla base di diverse situazioni di disagio o sofferenze generali o croniche. Questo significa che per eseguire anche una singola cura dentale è necessario conoscere e tenere in considerazione l’intero sistema e l’entità della persona.