L’Estetica del Viso e del Sorriso. Il ruolo del Dentista oggi

L’Estetica del Viso e del Sorriso. Il ruolo del Dentista oggi

L’intervista è andata in onda i 20 febbraio 2016 alle ore 10.15 a Radio Fermo Uno. Il Dott. Corcolis è stato intervistato dal direttore Dott. Paolo Paoletti.

Nell’affrontare un tema tanto in auge come quello dell’estetica, abbiamo chiesto al Dott. Ioannis Corcolis, Medico Chirurgo e Odontoiatra, quale ruolo abbia il dentista inteso come “medico del sorriso”.

Dottore, può introdurci nel mondo dell’estetica odontoiatrica?
L’Estetica Odontoiatrica si occupa della cura del sorriso e di conseguenza dell’aspetto del viso, parte del corpo più in vista di ogni persona e di cui il sorriso è protagonista nonché punto focale nella comunicazione umana.
“Il sorriso presiede alla bellezza facciale ed è il direttore d’orchestra dei vari elementi che lo compongono…” scrisse Aboucaya, chirurgo plastico degli anni ‘70. Potrei aggiungere che il dentista è colui che scrive lo spartito, la musica che devono suonare questi elementi.

Qual è il ruolo quindi del dentista in fatto di estetica?
E’ necessario chiarire subito un concetto, sfatando anche un errato luogo comune: occuparsi di estetica in odontoiatria, non significa occuparsi di cose superficiali poco importanti. L’aspetto estetico, in un qualsiasi restauro dentale, è uno dei requisiti fondamentali per poter dire che esso è fatto bene ed espleta in maniera corretta le sue funzioni.
Il medico dentista o odontoiatra, ha il compito di curare le malattie dei denti e della bocca, pensare al ripristino e mantenimento della loro salute con lo scopo di preservare e/o restituire le funzioni perdute dei vari organi ed apparati ma l’obiettivo finale è sempre il benessere del paziente nella sua integrità psicofisica e nel contesto sociale in cui vive.

Quanto e quando è possibile avere una protesi dentale in armonia tra funzionalità e estetica?
Per fare una protesi dentale corretta, che si tratti di una o due capsule o una riabilitazione più complessa, bisogna soprattutto conoscere ed applicare delle regole, fondamentalmente di due tipi: le prime di tipo biologico e le altre di tipo biomeccanico. Ambedue hanno a che fare molto con la morfologia, con le forme. I tessuti sani che funzionano bene hanno un determinato aspetto quelli non sani o che funzionano male ne hanno un altro. Cosa analoga avviene per le protesi dentali. La protesi fatta nel rispetto dei tessuti e delle loro funzioni biologiche sarà una protesi con un aspetto armonico e piacevole, difficilmente distinguibile rispetto a una dentatura naturale sana, oppure migliore di essa in casi dove preesistevano dei problemi e la protesi è stata ben progettata per risolverli.

Quindi una protesi corretta dal punto di vista funzionale migliora anche l’aspetto estetico della persona. Che cosa collega l’estetica alla funzione?
Sono proprio le forme. Se queste si inseriscono in modo armonico nel contesto della bocca durante le sue varie funzioni, sarà espletata anche la “funzione” estetica del sorriso e del comunicare sensazioni positive. Per queste ragioni funzione ed aspetto sono strettamente legati tra loro. Si può dire che l’estetica in campo odontoiatrico è soprattutto questione di conoscenza e applicazione di regole ben definite.
L’applicazione di queste regole ha come scopo il rispetto dei principi biologici che riguardano i vari tessuti, gengiva osso ecc. e la creazione di rapporti e proporzioni funzionalmente ed esteticamente corrette tra le varie parti delle protesi che si inseriscono in questi tessuti.
Alcune di queste regole sono state studiate sin dai tempi antichi della civiltà dell’uomo. Per esempio nell’antica Grecia, i canoni di Paracelso riguardanti la scultura del corpo umano, prevedevano proporzioni ben precise tra le varie parti anatomiche rappresentate, per poter creare all’occhio dell’osservatore la sensazione dell’armonia e della bellezza. Canoni analoghi si applicano anche per l’estetica del viso e in particolare quella legata ai denti e al sorriso.
E’ innegabile che chi progetta ed esegue lavori di questo tipo deve avere anche una sensibilità di tipo artistico, la volontà di fare cose belle e un’esperienza acquisita lavorando con questi obiettivi.

Il sorriso è strettamente legato alla psiche. Cosa può dirci in proposito?
Avere una bocca in salute con una buona funzionalità e un sorriso piacevole aumenta in modo considerevole la percezione del proprio stato di salute e benessere generale, come il senso di sicurezza in se stessi.
Il processo naturale di “invecchiamento” a cui tutti siamo soggetti, può talvolta portare a stati psicologici o atteggiamenti negativi, addirittura depressivi. Questo tipo di atteggiamento da parte di alcune persone non più giovanissime, può essere modificato e spesso invertito verso sensazioni e atteggiamenti positivi, dedicando più cura alla propria persona e al proprio sorriso. Ridare ad una persona, giovane o anziana che sia, una buona funzionalità della bocca accompagnata da un sorriso piacevole, aiuta moltissimo, più di quello che comunemente si possa immaginare. Una bocca sana e un bel sorriso danno la consapevolezza della propria salute, più ottimismo e disponibilità alle relazioni interpersonali e sociali.
Questi concetti appaiono spesso nelle conclusioni di lavori scientifici, ma chi cura le bocche da più di trent’anni nel rispetto dei principi di cui abbiamo parlato prima, sente pronunciare queste frasi quotidianamente nel proprio studio dai pazienti stessi: protagonisti e beneficiari dei trattamenti.

Si può ridisegnare il sorriso, dunque. Come si fa?
La prima cosa da fare è analizzare le funzioni, le forme, l’aspetto della bocca e del viso e studiare le varie modalità con le quali “ricomporre” il quadro. Sia che lo facciamo con mezzi tecnici digitali che oggi usiamo ampiamente, sia con i metodi fisici diretti più tradizionali, l’obiettivo è sempre lo stesso: esaminare la morfologia e le funzioni dei vari elementi che sono coinvolti per conoscere in anticipo il modo migliore di rapportarli fra loro su ogni singola persona. In questo modo avremo meno imprevisti e costruiremo una protesi che funziona bene esteticamente, valida e che potrà durare a lungo (sia fissa che mobile e con l’uso di impianti o meno).
Attraverso un uso sapiente e mirato delle protesi dentali si può talvolta migliorare anche l’aspetto dell’aree attorno alla bocca attuando una specie di “lifting” senza toccare per nulla la parte esterna. Il meccanismo è semplice: ridando sostegno e tonicità in aree ben precise dall’interno del cavo orale, si crea un aspetto migliore della pelle attorno alla bocca, con un effetto benefico sul sorriso e l’intero viso del paziente, in modo assolutamente naturale e non invasivo.

Quali sono gli strumenti dell’estetica dentale oggi?
Possiamo distinguere i trattamenti estetici in due categorie: trattamenti cosmetici ed estetici. Tra i primi, il principale è lo sbiancamento dei denti che ha come scopo quello di ridare brillantezza e “luce” al sorriso: un po’ di fascino in più è assicurato.
I trattamenti cosmetici agiscono superficialmente, non modificano nulla della struttura del dente, sono di tipo temporaneo e possono essere ripetuti a intervalli variabili secondo i casi. Non sono invasivi e, da mani esperte, molto sicuri, non danneggiano i denti. Lo sbiancamento si fa sia sui denti sani vitali per eliminare le macchie e renderli luminosi, sia sui denti devitalizzati che col tempo diventano più scuri.
I trattamenti estetici veri e propri consistono, invece, in coperture parziali o complete dei denti con uso di faccette (sottili gusci di ceramiche modellate e incollate sulla superficie anteriore dei denti) e di capsule (involucri fatti di apposite ceramiche evolute che coprono interamente il dente proteggendolo). Questi sono considerati trattamenti più radicali e definitivi, possono essere usati per coprire i denti più scuri, per modificarne la forma, la posizione e il loro collocamento spaziale. Usando questo tipo di dispositivi, specie le faccette, molto meno invasive rispetto alle capsule, si può veramente ridisegnare e scolpire un sorriso su misura per ogni bocca, per ogni soggetto.
Un’altra grande novità è il cosiddetto “apparecchio invisibile”, di cui il capostipite e il più noto, si chiama Invisalign®.
Si tratta di una tecnica ortodontica, ovvero tecnica impiegata per lo spostamento dei denti, che si avvale dell’uso di speciali allineatori o “mascherine” trasparenti, non visibili stando a distanza normale dalla persona che le indossa. Queste mascherine trasparenti vengono prodotte in base a uno studio specifico e attraverso tecniche avanzate di CAD-CAM e si cambiano ogni 15 giorni arrivando al risultato senza quasi rendersi conto in modo sicuro e predicibile. Dietro lo sviluppo di questa tecnica c’è un altissimo contenuto tecnologico e informatico ed essa costituisce una validissima alternativa all’apparecchio tradizionale. Nei casi dove questa tecnica è indicata, i risultati sono veramente formidabili con grande soddisfazione dei pazienti sia adolescenti che adulti.
Altro strumento molto utile è costituito dalle delicate tecniche della chirurgia estetica muco-gengivale. Si ricorre a queste tecniche per coprire le recessioni, comunemente “abbassamento” delle gengive, oppure, al contrario, per ridurre l’eccesso di gengiva dove questa crea un problema estetico. Attraverso l’uso di questi, poco invasivi ma molto utili, interventi si può rimodellare la gengiva che contorna i denti per creare la giusta cornice in modo che il tutto appaia naturale ed armonico nel contesto delle labbra e del viso.

Dottore la ringraziamo per le delucidazioni e gli spunti. Come possiamo sintetizzare l’importanza dell’estetica odontoiatrica?
L’estetica dentale oggi non è affatto una cosa superficiale o di poco conto, va di pari passo con la “bontà” ovvero la buona funzionalità del trattamento e non costituisce un extra rispetto ad esso. Il buoni risultati si ottengono attraverso lo studio dettagliato di ogni singolo caso e l’applicazione di determinate regole che derivano dalla conoscenza e l’esperienza specifica.
Ricordarsi che avere una bocca sana che funzioni bene ed un sorriso piacevole esercita un’influenza positiva sulla percezione dello stato di benessere generale, dando più sicurezza e un effetto molto positivo alla qualità della vita della persona.

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