Medici o “Dentivendoli”? : come scegliere dove e da chi farsi curare

Medici o “Dentivendoli”? : come scegliere dove e da chi farsi curare

In una società che, giustamente, pone sempre più l’attenzione al benessere abbiamo chiesto al Dott. Ioannis Corcolis, Medico Chirurgo e Odontoiatra, come le persone possano districarsi tra tanti messaggi pubblicitari che circolano sulle cure dentali in Italia e all’estero.

Effettivamente, spesso, sia pazienti che conoscenti, mi chiedono come poter decidere da chi farsi curare, viste le tante pubblicità che circolano sul web. Per poter rispondere correttamente a queste domande occorre fare alcune riflessioni sulla pubblicità in campo sanitario, questione molto delicata perché legata al diritto alla salute. La pubblicità, infatti, può influenzare la scelta in merito a dove e da chi farsi curare. Se la pubblicità fa riferimento solo al prezzo, senza fare chiarezza su altri elementi fondamentali come le indicazioni per ogni tipo di cura e i criteri per la sua validità ed efficacia, il condizionamento che ne deriva non sarà a vantaggio del paziente e risulta in contrasto con il principio di tutela della salute: “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana.

Al di fuori di tutto ciò però, ognuno di noi può fare qualcosa per avere qualche elemento in più che lo aiuterà a fare la scelta giusta. Innanzitutto, visto che si tratta di cure mediche e non dell’acquisto di un prodotto di consumo, conviene dedicare un po’ più di tempo e attenzione per informarsi bene. Meglio lasciare da parte l’ “informazione” aggressiva fatta di slogan e proclami, dalla quale siamo raggiunti in modo massiccio attraverso tutti i mezzi di oggi; più utile cercare di conoscere direttamente le persone che ci devono curare e avere qualche parere in più sul nostro specifico caso, sottoponendoci a più visite. Le persone competenti si possono riconoscere dal loro curriculum, dalla loro storia professionale, dai loro studi nel campo, dalle loro frequentazioni di Congressi e appartenenza ad alcune prestigiose Accademie e Associazioni Scientifiche. Molte cose si possono capire anche dal modo in cui ci ricevono, dall’attenzione che ci dedicano, dalle spiegazioni che ci danno, se sono approfondite e precise ma allo stesso tempo chiare e comprensibili, senza facili promesse o soluzioni rapide o miracolose.

Ma è proprio una legge dello stato ad aver modificato le norme sulla pubblicità sanitaria rendendola praticamente libera. Il mercato concorrenziale non è quindi vantaggioso per l’utente?

La legge sulla pubblicità non è la causa di tutti i mali e in teoria poteva anche apparire vantaggiosa per gli utenti. In pratica però è avvenuta un’altra cosa: avendo la legge tolto i vincoli che esistevano sulla pubblicità sanitaria, è iniziata una corsa al ribasso dei prezzi per accaparrarsi clienti, soprattutto da parte di alcuni soggetti.  Nel giro di pochi anni si è osservato il proliferare in Italia di strutture come le “catene odontoiatriche” o certi tipi di studi o centri medici , nati con principale se non unico, obiettivo il profitto. Quando a dettare le regole di comportamento e influenzare le scelte è la necessità del fare profitto, è molto difficile che questo possa coincidere con ciò che più conviene al paziente. Nulla di illegale, positivo per diversi imprenditori che investono nel campo sanitario ma tutto questo non ha portato nessun vantaggio paziente-cittadino. A quanto pare è avvenuto il contrario. Di fatto si è osservato un andamento nel “mercato” delle cure Odontoiatriche sempre meno orientato verso la qualità. Da quasi dieci anni, i messaggi pubblicitari che vediamo ovunque propongono protesi, capsule, impianti dentali, con un unico criterio di scelta: il prezzo. “Impianti o capsule a partire da tot €”, offerte del tipo: “tre per due”, ecc., tanto che da qualche anno si sono moltiplicate le discussioni e le contestazioni sia da parte delle associazioni professionali che dei consumatori. Anche secondo il recente parere della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, la legge sulla pubblicità sanitaria deve necessariamente essere rivista.

Su questi “annunci” si parla di prezzi e quasi mai di cure mediche. I dispositivi o le tecniche pubblicizzate poterebbero anche far parte di un piano di cura ma non sono la cura. Una cura per essere tale deve necessariamente essere preceduta da una corretta diagnosi, dalla conoscenza della persona, delle sue esigenze, delle sue caratteristiche psicologiche, dei suoi desideri e da un’analisi delle effettive condizioni anatomiche, biologiche e funzionali dell’apparato che si andrà a trattare. Solo dopo l’esame accurato di ogni singolo caso possono essere formulate le diverse opzioni di cura spiegando bene prima di iniziare i limiti, eventuali rischi o complicanze di ogni soluzione e scegliendo insieme al paziente quella più indicata e più conveniente per lui. Questa è la procedura corretta.

Potremmo quindi rispondere alle domande dei pazienti con altre domande:

Conviene iniziare le sedute senza aver fatto prima le necessarie valutazioni, accettando proposte dettate soprattutto dalla convenienza di chi le propone o perché, scegliendo paesi esteri, è già stato pianificato tutto a priori, compreso il volo di ritorno? Tenendo conto che una radiografia “panoramica” o una sola visita veloce, nella maggioranza dei casi non è sufficiente per una diagnosi, come si fa a sapere se i nostri denti sono da togliere o da curare? Sono davvero irrecuperabili i nostri denti? Sappiamo che gli impianti che dovrebbero sostituire i denti non sono esenti da problemi e richiedono continuo monitoraggio nel tempo; è noto e assodato dalla letteratura scientifica che è di gran lunga più conveniente mantenere i propri denti e che toglierli significa perdere definitivamente anche gran parte dei nostri tessuti come osso e gengiva compromettendo definitivamente la forma e l’aspetto del nostro viso. C’è stata una corretta e dettagliata informazione su tutto ciò prima di iniziare le cure?

Anche per i poco competenti non è difficile rispondere a queste domande, basterebbe il solo buon senso. Per un operatore del settore invece sarebbe sufficiente applicare i principi fondamentali della buona pratica medica e le linee guida condivise dalle accademie scientifiche e dai professionisti autorevoli di tutto il mondo.

 

Come si può capire che tipo di professionista ci si trova davanti?

Esistono professionisti che mettono al primo posto il rispetto verso il paziente e in funzione di questo fanno le scelte inerenti alla loro attività e altri che decidono di comportarsi diversamente. La legge sulla pubblicità, probabilmente, ha favorito e reso più facili certi comportamenti, non proprio chiari verso il paziente, il quale non possiede gli strumenti per comprendere il vero significato di tutte queste “informazioni”. Nessuno sarebbe contrario al risparmio ma bisogna tenere a mente che, al di sotto di un certo limite di spesa non possono essere eseguite cure adeguate. A meno che non siano fatte senza il rispetto di certe regole, protocolli e tempistiche ma in tal caso, molto probabilmente, porteranno a ulteriori e maggiori danni.

I costi sia economici che biologici per rifare un lavoro eseguito male o riparare le conseguenze da esso causate sono molto più elevati rispetto a quelli necessari per eseguirlo bene la prima volta. Sicuramente il professionista di sani principi tiene conto di tutto ciò, non accetta compromessi sul livello qualitativo, non è disposto a scendere sul terreno di comportamenti ambigui, propone ed esegue solo lavori nell’assoluto rispetto del paziente pensando al suo beneficio e considerando anche ciò che non può capire in quel momento; è proprio questo tipo di professionista che conviene cercare e al quale affidarsi.

Si pensa comunemente che la qualità delle cure dipenda dalle attrezzature moderne o da materiali all’avanguardia. Quanto è vera questa convinzione?

I materiali che si usano oggi in campo odontoiatrico sono ben conosciuti e quasi sempre gli stessi da est a ovest. Il lavoro del dentista è un lavoro di tipo intellettuale strettamente legato a quello tecnico, per cui ciò che fa la differenza sono le valutazioni, i ragionamenti e i criteri per l’applicazione delle procedure e dei materiali piuttosto che i materiali e le attrezzature in sé. Il risultato è il frutto di ampie conoscenze e di una lunga esperienza.

Quanto conta l’ambiente in cui un medico riceve i pazienti?

Lavori di elevata qualità e precisione possono essere eseguiti solo in strutture idonee, ben organizzate con personale medico e paramedico adeguatamente preparato. L’ambiente deve essere pulito, ordinato e confortevole ma la struttura non fa il risultato, non deve condizionare troppo; bisogna, invece, conoscere e valutare bene le persone che vi lavorano, chi dirige, chi detta le regole e in base a quali principi. L’ascolto, l’attenzione alla persona, alla sua salute e sicurezza, il tempo dedicato alla visita prima di parlare di soluzioni, sono cose fondamentali e indicano l’ambiente giusto. Il poco tempo e la scarsa attenzione per la raccolta degli elementi indispensabili per una corretta diagnosi sono segnali negativi per il paziente. Se, per esempio, un professionista dopo una prima visita, non offre una soluzione o un preventivo immediato, molto probabilmente, specie in casi complessi, non è perché non vuole o non sa che cosa fare ma perché non ha gli elementi per farlo e mostra di seguire un protocollo serio e di rispetto per il paziente.

Per tornare al discorso dei costi, quanto incidono i materiali?

Non hanno il peso maggiore. Sono i costi di gestione nel rispetto delle regole e del paziente, il mettere in sicurezza le procedure e attrezzature e i tempi di studio, pianificazione ed esecuzione delle cure, ad  essere determinanti.  Non si può costruire un palazzo o un ponte senza un’analisi del terreno, senza un progetto e senza i tempi e le modalità necessari per la sicurezza. O meglio, si può fare ma ciò che succederà negli anni a venire, è affidato al caso. Se ci si affida alle persone sbagliate e si ricevono lavori fatti male, alla voce costi bisogna aggiungere quelli per riparare i danni. Non solo! bisogna considerare  il fatto che spesso non si può fare più ciò che in principio era possibile oppure che talvolta il danno è irreparabile.

Qualcuno chiede come mai le cure  siano così costose, in Italia. Dare una risposta dettagliata a questa domanda richiederebbe molto tempo, ma alcune riflessioni si possono fare: intanto è fondamentale distinguere le cure di qualità, da altre che si presentano come tali ma non lo sono affatto. Cure e lavori complessi, eseguiti secondo regole criteri e procedure corretti, non possono essere paragonati ad altri che non si basano su questi principi. Quando si confrontano i prezzi bisogna tenere conto di tutto ciò.  In Italia o all’estero il discorso non cambia.  Un medico non disposto a rinunciare alla sua etica, alla qualità, quindi al rispetto verso il paziente, deve fare i conti con costi di gestione maggiori e sicuramente, a parità di prezzo pagato dal paziente, guadagna molto meno da chi spende meno per erogare prestazioni, solo apparentemente, simili. Il Medico Dentista vero, non l’affarista, sa che sotto certi costi non può fare certe cose. Inoltre, non bisogna dimenticare che esistono i tempi biologici! Ogni intervento sui tessuti ed apparati umani, per raggiungere l’obbiettivo per cui viene eseguito, richiede dei tempi precisi, ben noti, non modificabili da nessuno, dei tempi tecnici di esecuzione e, per i lavori più complessi, tempi di osservazione e adattamento funzionale indispensabili. 

In conclusione si può dire che per avere buone cure la soluzione migliore sia…

Cercare la persona, l’uomo, il medico dal quale farsi curare, non tanto la struttura super-tecnologica o moderna, vera o presunta che sia, che offre soluzioni rapide e facili, in Italia o all’estero. Il mio consiglio è che prima di scegliere è meglio cercare le informazioni corrette da più fonti, fare più di una visita cercando di conoscere direttamente le persone che eseguiranno le cure, riflettere su tutti gli elementi in gioco e non solo sul prezzo e prendere le proprie decisioni senza fretta. Ricordarsi che l’informazione corretta ed esaustiva è un diritto del paziente e un dovere del medico e che la pubblicità non è l’unico né, tanto meno, il miglior modo per essere informati.

Dott. Ioannis Corcolis, Porto San Giorgio (FM)     www.studiocorcolis.com